lunedì 22 dicembre 2014

Natale per i genitori separati

natale


Un pensiero di Natale per i genitori separati.

Ci sono figli, che adottati, non smettono di cercare i loro veri genitori.


Ci sono figli che seppur abbiano genitori che conoscono perfettamente fingono d'ignorare la loro esistenza.

Buon Natale a tutti quei padri e quelle madri che anche quest'anno saranno ignorati dai loro figli.

A loro tutta la mia comprensione,

un caro affettuoso abbraccio.

venerdì 5 dicembre 2014

Diario di un impiegato #2

Diario di un impiegato #2

Recarsi al lavoro, come tutte la mattine, a piedi dalla stazione Garibaldi passando per il quartiere Isola, alle 7,30.

Milano immobile, depressa, pochi pensionati che fan fare pipi ai cani e il loro liquido organico si staglia sui marciapiedi assumendo forme che assomigliano ad un’ astronave dal corpo piccolo e lunghe gambe pronte a toccare terra che sono i due rigagnoli della pipi che scendono dal marciapiedi verso la strada.

Qualche filippino o cinese prepara cibi e bevande nei pubblici esercizi, uomini di colore sono già in giro ascoltando musica, già aperti i parrucchieri e quelli dove si ricostruiscono le unghie.

I palazzi di Milano sono ormai irrimediabilmente devastati dai graffiti, per qualcuno e’ arte, per me e’ schifezza realizzata da gente che andrebbe arrestata.


Vedo loro, figlio e mamma, sigaretta sempre in bocca. Problematici?

Transito davanti ad un bar e la ragazza che esce con la colazione servita sul vassoio perde un paio di bustine di zucchero, mi colgo a raccogliere, lei prende e mi ringrazia senza guardarmi.

Stormi di piccioni a caccia di qualche briciola ti sfiorano.

Poi passo davanti al consolato generale del Marocco , le facce cambiano,un po’ di uomini e un paio di donne velate.

Il loro bar ha la televisione accesa sempre su un unico canale e diffonde le solite immagini della Mecca, la pietra nera venerata dagli islamici che le girano attorno.

Sono immagini rutilanti, fissità senza tempo, ossessiva per noi.

RIKI

(E mi chiedono .." ma per arrivare li' vicino a dove lavori tu, che strada devi fare? che vie devi percorrere? io mi confondo, faccio fatica a ricordarmi i nomi delle strade, e' dura ricordarmi i negozi dove sono, le banche, gli edifici di riferimento. Io quando cammino guardo solo il cielo sopra di me e le persone.)

impiegato

 

immagine da web

giovedì 4 dicembre 2014

Diario di un impiegato #1. La madre

madreAnche stamani a Milano all’Isola, alle 7,30 li incrocio, madre e figlio, vestono normale, stanno andando al bar dove probabilmente trascorreranno gran parte della giornata.

Lui un bel ragazzo sui 35-40 e la mamma che arranca di dietro.

Entrambi con la sigaretta in bocca o in mano pronti a mettersela in bocca.

Lui, sguardo un po’ perso, occhi inespressivi che non sanno più cosa chiedere alla vita.

Lei sembra più vitale nella sofferenza, ma solo perché si deve fisicamente sforzare di stargli sempre vicino, è la sua mamma e non può essere diversamente.

La sera, spesso li rivedo seduti al bar.

Lui non mi guarda mai, lei ogni tanto incrocia il mio sguardo.

Penserà che sono un ficcanaso e ha ragione, ma vorrei darle un' impressione diversa, di partecipazione o qualcosa del genere.


Non so ben cosa possa essere.

RIKI

(E mi chiedono ..” ma per arrivare li’ vicino a dove lavori tu, che strada devi fare? che vie devi percorrere? io mi confondo, faccio fatica a ricordarmi i nomi delle strade, e’ dura ricordarmi i negozi dove sono, le banche, gli edifici di riferimento. Io quando cammino guardo solo il cielo sopra di me e le persone.)

mercoledì 3 dicembre 2014

#breastfeeding ovvero l'allattamento al seno

BREASTFEEDINGOggi si parla di #breastfeeding ovvero allattamento al seno e di socialità. Questa mattina mi trovo a leggere questo  breve articolo su  ilgiornale.it dove si parla allattamento al seno e di quanto lo scoprire il seno in pubblico per allattare il proprio figlio non sia moralmente accettabile. Ora, a me sale l'indignazione perché non riesco a capire cosa ci sia di poco morale occuparsi del sostentamento alimentare del proprio figlio, soprattutto se neonato e quindi portato a soddisfare una sua necessità primaria come questa, immediatamente. Chi ha avuto a che fare con un neonato sa bene che i suoi bisogni non sono procrastinabili nel tempo, ma richiedono attenzione e immediatezza o almeno questo è quello che penso io. Probabilmente è quello che pensa anche la mia amica Barbara che scrisse questo pezzo un anno fa. Leggetelo e raccontatemi la vostra opinione.

 

Barbara e l’allattamento al seno


La nostra amica Barbara condivide con noi la sua esperienza con l’allattamento al seno.




Iniziai ad allattare al seno il 24 maggio 1999 e smisi il 31 luglio 2005. Sei anni ininterrotti di allattamento al seno. Edoardo, a differenza di Giovanni, oltre al mio latte prendeva regolarmente i pasti, mentre Giovanni, fino all’ età di 25 mesi, rifiutava totalmente il cibo. Lo portavo mezza giornata al nido e quando all’ una andavo a prenderlo ero costretta a dargli il seno in macchina perché era affamato. Giovanni ha completamente saltato lo svezzamento. La prima cosa che ha mangiato, a 25 mesi, è stata una fetta di salame! Mi sono stati attribuiti gli appellativi più bizzarri per via di “quelle tette sempre al vento”. Un giorno un signore ai giardinetti mentre allattavo Giovanni, che all’ epoca aveva un anno, mi chiese: “non si vergogna signora?” Io in tutta risposta gli chiesi come mai non fosse lui a vergognarsi di farmi una simile domanda. Sono stati i 6 anni migliori della mia vita. Allattare mi faceva bene all’anima ed alla salute. In sei anni non ho preso un raffreddore, mai un acciacco, non ho dubitato mai sulla bellezza della vita né sulla forza dell’amore. Ero forte e ancor più forte mi sentivo. Per i più ero un fenomeno da baraccone, per altri “stramba” come d’altronde lo ero sempre stata. E a me, di come mi vedessero gli altri, non importava minimamente. Decisi di smettere il 31 luglio 2005, dodici giorni prima che Giovanni compisse tre anni, perché da qualche giorno, nell’allattare, avvertivo un fastidio fisico che però sentivo provenire dal di dentro.

Aveva smesso d’essere un piacere. La natura aveva compiuto il suo ciclo. Ho pianto notti intere. Sapevo che non avrei più avuto la possibilità di allattare, e ancora oggi, certe notti, sogno che sto allattando.

Certe notti come questa appena passata…e cosi il ricordo torna vivo dentro me!

E voi come avete vissuto questa esperienza? Raccontatecelo

martedì 25 novembre 2014

P., G. e il medico investigatore

medicoMi chiama la mia amica P. e mi racconta che sabato suo marito G. si è sentito male.

E' svenuto in bagno e lo hanno soccorso lei e le loro bimbe.

La figlia più grande con un grande sangue freddo per la sua età va a prendere il telefono porgendolo alla madre le dice "mamma chiama il 118".

Arrivano i soccorsi e rianimano il marito, non appena si è un po' ripreso ed è in grado di parlare il medico gli chiede "mi dica, avete litigato vero?"

Suo marito lo guarda e dice "no, no". Passa un po' e il medico ripropone la sua domanda "su su me lo dica che avete litigato. Vero?" Il marito ancora intontito dallo svenimento gli replica un'altra volta di no.

Viene messo in barella, quando ad un certo punto il medico fa uscire tutti e dice "me lo vuole dire che avete avuto una discussione e avete litigato?" il marito che ormai si era un ripreso gli risponde "guardi di solito litighiamo tutti i giorni, ma oggi proprio no".

Uno strano triangolo quello tra P., G. e il medico investigatore


Abbiamo riflettuto insieme su questo episodio e non siamo riuscite a trovare una connessione tra quanto stava accadendo e quello che si cercava di far passare.

Non siamo riuscite a capire se il medico fosse stato istruito da poco in merito alla violenza familiaree voleva arrivare col suo primo caso da usare come un trofeo. Forse in questo caso avrebbe dovuto trovarci lei sul pavimento della doccia e non G..

Non siamo riuscite a capire.

Sta di fatto che il medico ha perso tempo a fare domande faziose dimenticandosi che G. era svenuto, che lui P. e le bimbe erano spaventati e avevano bisogno di attenzione e non di un interrogatorio.

Che dire tanti auguri a G. per la sua salute e se vi capita un medico tanto solerte fate attenzione.

(immagine da web)

25 Novembre: giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

giornata

Oggi non è la mia giornata.

Non perché io non sia una donna. Lo sono.

Sono una donna che con gli uomini va d'accordo. Sono una donna che crede nella propria autonomia di pensiero e di azione. Sono una donna che non si sente vittima di un uomo o inferiore ad un uomo.

Subisco violenza, si anche io la subisco, da tutte quelle donne e quegli uomini che vogliono mettermi a tacere quando dico che le vere emergenze sono altrove. Quando rivendico il mio pensiero e il mio ruolo. Quando non mi asservisco al loro pensiero unico.


Per questo oggi non è la mia giornata.

Il mio pensiero va oggi a tutte quelle donne che nella vita sono ritenute oggetto e come tali vengono usate.

Soprattutto da chi sulle loro vite ci fa business.

I peggiori violenti nei confronti delle donne sono costoro.

Oggi è il 25 Novembre: giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.


In modo meraviglioso ne scrivono Eretica Whitebread, Angela Azzaro e Paola Concia in un saggio a sei mani e tre grandi teste. (clik qui)

Ecco qualche parola tratta dal loro pezzo.
"Care ragazze dite no alle professioniste del vittimismo. Sono quelle che vi servono a colazione, pranzo e cena una retorica malsana che non fa altro che acuire il problema.

Sono quelle che piegano l’immagine della donna al loro bisogno di vedersi consegnato lo scettro del potere attraverso la suggestione e la paura."

L'invito è ad andare a leggerlo per intero, vale davvero la pena in una giornata come questa.

#violenza #donne #25novembre

 

lunedì 17 novembre 2014

Genitore collocatario adeguato, quando è il padre

Genitore collocatarioCollocatario adeguato quando il genitore è il padre ... dicono che succede...

Creare il problema .... trovare la soluzione.

Succede

Succede ad oggi che ci siano giudici che emettono decreti che vanno controcorrente.

Succede che ci siano minori affidati al comune e collocati presso un genitore.

Succede che ci sia un operatore che attesti la validità del genitore collocatario e la non idoneità dell'altro genitore.

Succede che venga consegnata relazione al tribunale.

Succede che magicamente questo operatore venga rimosso.


Succede che non si tenga conto di relazioni documentali e che si vada avanti in direzione diversa.


Succede che dopo mesi di incontri, rigorosamente in orario di lavoro, il genitore collocatario non abbia più permessi per recarvisi.


Succede che magicamente il genitore collocatario venga ritenuto non più collaborativo.


Succede che venga consegnata nuova relazione al tribunale che inverte la situazione, perché si sa - nulla facendo si ha tempo di bighellonare, lavorando il tempo è quello che è e se si hanno figli ci si dedica a loro non certamente al pellegrinaggio o a fare pressing.


Succede che in troppi voltano la testa da un'altra parte.

Succede che coloro che dovrebbero vigilare si alleino perdendo il loro discernimento.

Succede che venga alzato un muro burocratico contro il quale vieni mandato a sbattere. Ridondanza.

Succede che i minori si trovino troppo bene col genitore collocatario, raggiungano buoni risultati a scuola, si integrino con l'ambiente che li accoglie.

Succede che tutte le azioni corrette ti vengano rigettate indietro come un boomerang.

Alla fine...

Succede che crei un problema e proponi una soluzione.

Succede che la professionalità e la deontologia in tutto questo non trovano spazio.


Succede che bigottismo e ideologia, qualche favore qui e là, e forse qualcos'altro la fanno da padrone.


Succede


Facciamo in modo che non succeda ....

Genitore collocatario adeguato quando è il padre


Questo brano prende spunto dalla storia di Margherita e di Ernesto (nomi di finzione) che è la storia di tanti, troppi minori e delle loro famiglie.

venerdì 14 novembre 2014

Maltempo, piogge, temporali...

Oggi pare che non pioverà su quasi tutta Italia, ma è già pronta una nuova forte perturbazione che nella giornata di domani colpirà il Nord e la Toscana con piogge intense, nubifragi e nuova allerta per rischio alluvionale sulla Liguria, Piemonte, Alpi, Prealpi e Toscana.

Le forti piogge poi si porteranno anche sul Lazio e Sardegna.

Domenica ancora piogge al Nord, specie sui monti e al Nordest, piogge che insistono sulla Toscana settentrionale, Liguria di levante, Lazio e anche su gran parte del Sud.
 

Il tempo torna a peggiorare in maniera molto intensa con nubifragi, piogge incessanti e temporali al Nord, Toscana e poi sul Lazio.

La nostra redazione web lancia l’allerta per l’imminente peggioramento del tempo.

Se oggi avremo  una breve tregua dalle piogge l’attenzione si sposta alla giornata di domani; una forte perturbazione atlantica raggiungerà il Nord e la Toscana scaricando ingenti quantità d’acqua in poco tempo e riportando altissimo il rischio di alluvione sul Piemonte settentrionale, tutta la Liguria, la Toscana e poi anche il Triveneto, le Alpi e le Prealpi in genere.

Alto rischio di alluvioni, smottamenti, allagamenti ed esondazioni di corsi d’acqua.

Invitiamo sin da ora a comportarsi in maniera tale da non trovarsi in situazioni di pericolo.

 

Facendo clic sull'immagine rimanda al sito di ilmeteo.it dove potete trovare l'articolo e ulteriori aggiornamenti.

 

Maltempo

(immagine da web)


 

 

Stazione di Bologna

stazione bolognaNel pomeriggio sono andata alla stazione dei treni di Bologna a prendere un collaboratore.

Ero in anticipo.

Ho parcheggiato e sono scesa dalla macchina ed ho cominciato a camminare avanti e indietro.

Camminare avanti e indietro, mentre si aspetta, mi sembra accorci l'attesa.

Osservo la gente e in tutta onestà mi rendo conto che la stazione di Bologna e' popolata da gente strana.

Io ed i miei passi avanti e indietro dobbiamo sembrare altrettanto strani dato che si avvicina un uomo sulla quarantina poco più e mi chiede:" come mai cammina avanti e indietro?"

Sorrido.

"Cammino avanti e indietro perché se camminassi solo in avanti o solo indietro mi allontanerei dalla stazione ed io sto aspettando una persona in arrivo."

Lui mi guarda stupito. Poi mi chiede:" posso camminare avanti e indietro con lei mentre come lei anche io aspetto ?"

Lo guardo stranita poi propongo:" ok facciamo che io vado avanti e lei indietro e ci incontriamo al giro di boa, poi io indietro e lei avanti !"


La stazione di Bologna e' popolata da gente strana, mai stata tanto a mio agio!


(immagine da web)

mercoledì 12 novembre 2014

Arcore alluvione?

Arcore alluvione?

12 novembre 2014. Piove. Ad Arcore ancora una volta le strade sono inondate di acqua.

Acqua che scende dal cielo, acqua che esce dai tombini. Acqua ovunque.

Ad aggiungersi al disagio è saltata la corrente in più punti.

Gli arcoresi si chiedono se non si possa fare nulla per questa situazione.

Questa serie di immagini è tratta dal gruppo Facebook "Sei di Arcore se", un gruppo già salito alla ribalta per aver "osato" rimostrare al suo interno in merito a disfunzioni che riguardano la nostra cittadina.

Immagini inequivocabili.

 

Arcore 1Arcore 2

Di seguito immagini scattate da me

Arcore 3

Arcore 4

Arcore 5 Eventi straordinari che sono diventati ordinari

Pensieri

... si affollano i pensieri


nella mia testa.


Pensieri


... e non si dorme


Ho provato a scacciarli


inutilmente.


Allora ho detto


avanti


sotto a chi tocca


uno alla volta!


Ma i pensieri


la notte


sembrano non finire mai.


Sembrano


quasi sapere


che è credenza popolare


ritenere


che la notte


porti consiglio.


Così


nella notte buia


e silenziosa


i miei pensieri si dannano


non si danno pace


non trovano consiglio alcuno.


E fanno rumore.


Tanto rumore


talmente tanto


da non farmi dormire.

lunedì 10 novembre 2014

Marmellate

kumquat-marmalade-1Colazione del mattino con pane, burro e marmellate, cosa di meglio per ricordare l'estate appena terminata?

Un ottimo modo per conservare la frutta e assaporarne il gusto anche fuori stagione.

Sugli scaffali di tutti i supermercati, oggi, si possono trovare vasetti di marmellata, chi ai giorni nostri confeziona le marmellate in casa è mosso sicuramente dal desiderio di genuinità. I colori vividi, i sapori intensi di frutta, la consistenza sono qualità che si ottengono grazie agli ingredienti naturali.

Come si preparano

Le marmellate si ottengono facendo bollire frutta e zucchero a 150° C. E' questa temperatura che permette il liberarsi della PECTINA, una sostanza che permette alla marmellata di addensarsi e la rende spalmabile.  Prerogativa per l'azione della pectina è la presenza di acidità. Per questo motivo le marmellate di prugne, ribes nero, mele asprigne danno migliori risultati.  La consisteza delle marmellate la si raggiunge tagliando, buccia compresa se la ricetta lo indica, a pezzi più o meno piccoli la frutta.

Tenerle in un luogo fresco e buio garantisce una buona conservazione.

Che cosa occorre

Di seguito un elenco degli utensili necessari per la preparazione delle marmellate. Una casseruola con una buona capacità, un termometro per caramello, un imbuto per riempire i barattoli, carta oleata e pellicola trasparente per sigillare il contenuto dei barattoli; bottiglie e barattoli di vetro (sono ideali quelli con chiusura ermetica). I barattoli devono essere puliti e perfettaemnte asciutti.

 

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Ricetta

Marmellata di mele ranette

Ingredienti:

2 kg di mele renette

2 bicchieri di acqua

zucchero in egual peso della purea di mele

barattoli di vetro

carta oleata a dischi

grappa o whishy

1 Sbucciare le mele e tagiarle a sottili fettine.

2 Mettere nella casseruola e aggiungere l'acqua; coprire con un coperchio e cuocere a fuoco lento rimestando di tanto in tanto finchè non si sarà raggiunta la consistenza di purea.

3 Passare la purea al setaccio, pesarla; rimetterla nella casseruola e aggiungere lo zucchero, cuocere a fuoco basso rimestando continuamente per evitare che attacchi.

4 Controllare la consistenza, la marmellata è pronta quando il composto diventa di consistenza gelatinosa. Versare la marmellata nel vaso e farla raffreddare. Posizionate un disco di carta oleata imbevuto di whisky o grappa sull'imboccatura e chiudete ermeticamente.

Ricordare sempre che per ottenere buoni risultati è necessario che la frutta sia di buona qualità e matura al punto giusto e che i recipienti per la conservazione devono essere perfettamente puliti

Ed ora non resta che augurare a tutti delle ottime colazioni con le vostre marmellate.

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 immagini dal web

Immagine

lunedì 27 ottobre 2014

Sarebbe stato un giorno come un altro se solo tu non fossi morto

mortoSarebbe stato un giorno come un altro se solo tu non fossi morto. Ci penso sempre.
"Ma che si muore cosi?"
Noi ci svegliamo la mattina pensando sempre che quello sarà un giorno come un altro, un giorno qualsiasi.

Just an ordinary day.

Poi ti muore un fratello, una sorella, un genitore, un figlio, un compagno, una compagna e quel giorno un giorno qualsiasi non lo sarà mai. Mai più. Nemmeno lontano, nel tempo e nella memoria.
“Corri, ti prego, io credo sia morto”.
E’ sabato mattina. Sto già passando l’aspirapolvere. Edo è a scuola e Giovi sta giocando con due amichetti che sono rimasti a dormire da noi. “Bambini torno subito…”

Salgo in macchina. Mi tremano le gambe ed anche le mani. Ho la nausea. Morto? Come? Perché? Che giorno è oggi? Il 27 ottobre! "Ma che si muore cosi?" Senza nemmeno avvertire? E poi io non ho nessun sentore. Non sento nulla. Io me le sento le cose.

Pochi minuti e sono a casa di mio fratello. Salgo le scale di corsa. Mia cognata mi attende sulla porta, tiene il mio nipotino in braccio, sul suo volto nessuna espressione. Sembra un volto di cera. Con la mano mi indica la porta della camera da letto.

La porta è chiusa. Lentamente abbasso la maniglia. Il cuore mi sta scoppiando dentro il petto, anzi no, non mi sta scoppiando, sono quasi certa si sia spostato. Ce l’ho in gola.

Davanti a me , per terra, vicino al letto, mio fratello.

Mi chino verso di lui, metto una mano sul suo petto, in corrispondenza del cuore e mi sembra di sentirlo battere, ma lui è freddo.

Appoggio l’orecchio, è il mio cuore quello che sento battere. E’ morto si.

“Ma che si muore cosi?”

Esco dalla stanza, con le mani nei capelli. Guardo mia cognata. Non dico nulla . Non diciamo nulla. Ci guardiamo, come fosse la prima volta , come fosse l'ultima. Ci guardiamo senza vederci.

Poco dopo arriva l’ambulanza. Il medico, l’infermiere ed io entriamo in camera da letto. Rimango in silenzio. “E’ morto signora, mi dispiace.” Guardo il medico, ma nemmeno lui riesco a vedere.

Lente mi scendono le lacrime. Composte, educate, silenziose, come a non voler disturbare quel sonno.
"Ma che si muore cosi?"

Sono passati due anni. E' il 27 ottobre 2014, sarebbe un giorno come un altro, se solo tu non fossi morto.

 

martedì 9 settembre 2014

Quello che le “madri separate” dicono delle “nuove compagne” (dei loro ex)

Tratto da Abbatto i muri il blog di una mia cara amica.

Quello che le “madri separate” dicono delle “nuove compagne” (dei loro ex)


Le mamme sono sacrificatissime mentre crescono i figli. Madonne delicate che mai e poi mai proferirebbero parole d’odio nei confronti di nessun@. Angeliche e perfettissime creature quasi asessuate che vigilano sul bene dell’umanità tutta. Non hanno rancore. Sorridono al mondo. A loro non si può affatto attribuire il termine “possesso” (giammai, figuriamoci!). Non declinerebbero anacronistici e stereotipati ruoli di genere neanche se le pagassero. Brillano di luce limpida e gioiscono delle gioie altrui con mani sante protese all’ascolto e alla comprensione del mondo intero. Codeste sono poche, candide, meravigliose, parole che è bene condividere per spartire tanto luminoso estro e tanta bontà con tutte le persone che – ed è un peccato – non hanno avuto modo di essere toccate dalla loro unica e irripetibile sensibilità.

Ecco, le loro parole, i loro straordinari, complessi, pensieri nei confronti delle nuove compagne:

Pedofile, naziste, alleate di cacciagonnelle, prugne secche, fichesecche, esagitate carrieriste dalle tube annodate, donnine represse e frustrate, compagne di maschi da riproduzione, sterili, sgarrupate, pantegane opportuniste, ragliano per conto del somaro che si son messe accanto, minchione, donne di secondo letto, patetiche, Miss Up, Miss Belen, Porelle, represse e impotenti, Miss Utero, carogna, tuttologa, donnette di secondo letto, paraponsipologa, esaltata, donnine, morticia addams, Madre Teresa di Calcutta, Sante Carmelitane Scalze, usasse un po’ l’utero non scriverebbe tante cose, Miss Utero, la signora che critica non è madre, parente di cetto laqualunquemente, una che vende il pesce in piazza, Miss Show..”ma ‘ndo vai se la banana non ce l’hai.., La Miss si inculi – e qui c’è la variante: La Miss Si Incula Da Sola. Poi: a La.Ma. è partito un bel uccello padulo…..by-by…L!!!!, madamine col microfono in bocca, Principessine sul pisello ammogliato, Preclari dame di compagnia dall’inconfondibile eloquio lezioso e forbito da truci borgatare coatte, Befane e Petronille in lingerie, Donne di seconda mano, compagne di cadaveri rimasti da relazioni decompostesi, Smandrappate Matte Hari, la pista di atterraggio per dei volatili vani e volubili, sguaiate carampane e peracottare, frigide nullipare attempate, vaginofobiche, Brutte, insultate da madrenautra, sterili, cagnette, omosessuali pedofile, Movimento Femminista contro le Prime Genitrici, troiette che vengono dopo le mogli…

to be continued… (giacché ‘ste mamme sacrificatissime sono perennemente lì a regalare all’umanità nuove e utilissime definizioni grazie alle quali possiamo riconoscere le nuove compagne. tutti i giorni… ogni santo giorno… in un costante, incessante, inarrestabile, chiacchiericcio pieno d’amore…)

(continua qui)

 

compagne

martedì 26 agosto 2014

Non insegnate ai bambini - Giorgio Gaber

Non insegnate ai bambini Giorgio Gaber


gaber


Non insegnate ai bambini 
non insegnate la vostra morale 
è così stanca e malata 
potrebbe far male 
forse una grave imprudenza 
è lasciarli in balia di una falsa coscienza. 

Non elogiate il pensiero 
che è sempre più raro 
non indicate per loro 
una via conosciuta 
ma se proprio volete 
insegnate soltanto la magia della vita. 

Giro giro tondo cambia il mondo. 

Non insegnate ai bambini 
non divulgate illusioni sociali 
non gli riempite il futuro 
di vecchi ideali 
l'unica cosa sicura è tenerli lontano 
dalla nostra cultura. 

Non esaltate il talento 
che è sempre più spento 
non li avviate al bel canto, al teatro 
alla danza 
ma se proprio volete 
raccontategli il sogno di 
un'antica speranza. 

Non insegnate ai bambini 
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente 
stategli sempre vicini 
date fiducia all'amore il resto è niente. 

Giro giro tondo cambia il mondo. 
Giro giro tondo cambia il mondo.

lunedì 25 agosto 2014

Sognando in bianco e blu

La combinazione di bianco e blu nelle decorazioni per le porcellane e le ceramiche esercita da sempre un grande fascino sugli amanti del country.


Le decorazioni spaziano da quelle esotiche ai bordi elaborati, floreali, forme geometriche, righe e scacchi.


fiori


Credits


righe


Credits


Bianco e blu


Credits


Questo tipo di ceramica diventò comune circa due secoli fa, quando le tecniche di produzione industriale la resero accessibile ai più. In passato la maggior parte dei disegni riprendevano le linee delle porcellane cinesi importate in Europa. Col tempo si fecero strada motivi pastorali, paesaggi o fantasie floreali.


Molto apprezzate per esempio le maioliche olandesi di Delft o quelle Inglesi di Wedgwood.


101231


Credits


Oggi anche i grandi magazzini trattano ceramiche con decori bianco e blu, ma è molto divertente andare per mercatini a cercare pezzi decorati con questa tecnica.


Potreste avere l’occasione di trovare pezzi originali.


maioliche-garofano-blu-i-fiori


 


Credits


bianco blu


Credits Credits Credits Credits


Si potranno così combinare belle collezioni da mettere in bella mostra nel vostro soggiorno o nella vostra cucina country.

mercoledì 13 agosto 2014

venerdì 8 agosto 2014

martedì 5 agosto 2014

Arcore, tentato suicidio?

Arcore: ti alzi una mattina e come al solito ti prepari per andare al lavoro.

Arrivi al solito posteggio, ma stamane c'è qualcosa di diverso.

Un'auto nel parcheggio del cimitero.

Un'auto della polizia. Due poliziotti fermi in piedi che parlano.

Incroci alla piccola rotonda l'ambulanza che arriva a sirene spente, lentamente.

Come se che ne fosse bisogno ogni volta che passi davanti al cimitero,  in pochi secondi ti viene in mente mamma che veniva trasportata con la  macchina o l'ambulanza a fare la dialisi, i progetti .....

Termini di posteggiare.

L'ambulanza di ferma vicino all'auto.

L'auto viene aperta. Pochi minuti ne viene estratta una persona. Adagiata in barella. Da dove sei non vedi se uomo o donna.

La coprono con la coperta termica di emergenza. E' viva!

Si sente arrivare l'elicottero dell'elisoccorso, atterra poco distante in un prato a margine della strada.

Arriva anche il treno, sali e vai verso il lavoro con una sensazione di sospensione del tempo.

Ti arrivano notizie che pare sia una donna che ha tentato il suicidio ma che il colpo ha preso di striscio, questo dice un giornale su internet.

La sensazione d'incertezza cresce. Attimi. Attimi separano la vita e la morte

Farla finita fuori dal cimitero...... un caso oppure l'espressione di un simbolismo.

Il parcheggio isolato.... ma luoghi isolati ce ne sono ad Arcore , non solo il parcheggio davanti al cimitero dove passano tante persone...

Un grido d'aiuto......


2014.01.29 131







© Le immagini sono di proprietà dell'autore

 

mercoledì 23 luglio 2014

Punto

punto

...


poi si mette un punto.


Si chiude il capitolo,


si volta pagina


...

Sbaglio

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Sbaglio.


Sbaglio quando non capisco.


Il mio errore


non sta nel non capire


ma nel pensare


che il limite


non sia mio.


Rifiuto.


Rifiuto quegli atteggiamenti


che non comprendo


ma ogni qual volta


sono io


ad essere non capita


mi arrabbio.


Nessuno è perfetto.


Io di più.

lunedì 21 luglio 2014

Amore

amoreIo si li ho messi sulla bilancia i pochi ma onesti momenti d'amore.

Sull'altro piatto quelli brutti ed infelici.

Tutti quei momenti in cui mi sono sentita trascurata, offesa, abbandonata.

Quei momenti interminabili, giorni, e poi ancora giorni, che fan mesi, anni.

Ho pesato. Ho pesato tutto per bene, più e più volte.

Ed il piatto pende sempre per loro.

Per quei pochi ma onesti momenti d'amore.

Perché l'amore, per quanto poco, purché onesto, è molto più pesante di tutta la merda che ci sta intorno!!!

martedì 15 luglio 2014

Amici e DNA

amiciLeggo questo articolo su amici e DNA.

Questo periodo è stato molto intenso e con emozioni forti. Sono successi tanti eventi nella mia vita.

Il più importante di tutti è la morte di mia suocera. Una donna forte, in gamba estremamente intelligente.

Questi eventi mi hanno portato a ripensare all'anima, alla coscienza agli incontri.

Il mio passato mi ha portato a credere che le persone non s'incontrano, si ritrovano. Nella mia vita ho avuto molto spesso, con persone particolarmente importanti la sensazione di avere in comune un passato.

Inizialmente ero un po' intimorita, ma con l'andare del tempo ho compreso che è tutto a posto.

Ne parlavo proprio con la mia amica Adriana nei giorni scorsi. Stamani al telegiornale un servizio ha ripreso l'argomento.

Bene mi son detta, sono sulla strada giusta e tanti se ne aggregano o io mi aggrego a loro, non ha importanza il prima o dopo, l'importante è esserci.

Anni fa scrissi questa poesia per la mia amica Eleonora.

In questo mondo


di ladri di anime


ritrovo in te


la mia sorella perduta.


 Colei che un giorno


già percorse queste strade


insieme a me

sabato 12 luglio 2014

anima e coscienza


coscienzaParlando di anima e coscienza.


28 giugno 2014


Trovo conferme sul mio cammino e nei fatti quotidiani





Viviamo sostenuti da una doppia coscienza, la coscienza cognitiva e la coscienza dell'anima che continua ad esistere anche dopo la morte del corpo.
Quando ad un passo dalla morte la coscienza cognitiva ci abbandona è la coscienza dell'anima che persiste.

Attraverso il respiro parliamo con coloro che ci accompagnano verso il passaggio.


30 giugno 2014




Questa mattina si conclude il cerchio delle tradizioni umane in tema di vita e di morte di una persona fantastica.
Ricordo che avevo un misto di timore e curiosità undici anni fa, proprio in questi giorni, ad incontrarla.
Avevo sentito parlare di Lei come di una donna "un po'ignorante e forse rimbambita"
Le rare volte che l'avevo incontrata era sempre taciturna,
Suo figlio mi disse di stare tranquilla. "Deciderai da sola cosa ne pensi"
Poi quel giorno al supermercato ci siamo incontrate e da quel momento non ci siamo più lasciate, fino a venerdì quando la sua anima è rientrata nella sua dimensione da dove sento i suoi pensieri.
Grazie per avermi accolto nella sua famiglia e per avermi sempre sostenuta con orgoglio.

Grazie per aver accolto i miei figli.

Oggi saluto la parte terrena di lei, ma sento la sua anima qui accanto a me. Non siamo riuscite a ballare quel valzer come dicevamo sempre ridendo.
Buon viaggio Anima Luminosa.

Buon viaggio Rosa porti il mio abbraccio alle anime che sono state i miei genitori.

sabato 28 giugno 2014

Mamma

mamma

Mamma

Mamma sono qui seduto sulla tua seggiola con le rotelle che ultimamente eri costretta ad usare e mi tornano alla mente alcune immagini della nostra vita.

Fin dall’inizio non era partita benissimo in quanto dai tuoi racconti mi hai sempre detto che la mia nascita è stata tormentata, per tutti e due per via di un parto alquanto difficile.

Ma ce l’abbiamo fatta, insieme e insieme siamo arrivati fin qui oggi. Tu nonostante tutto sei arrivata alla soglia dei novanta anni.

Mamma mi ricordo quando a tre anni mi hanno operato alle tonsille. Quando tutto era finito e dovevamo tornare a casa tu cercavi di farmi capire che non potevamo restare sempre in clinica e io invece ci volevo rimanere. Che fatica hai fatto ma che ci vuoi fare, mi davano tutti i giorni budino e gelato… e chi mi spostava più di lì.

Mamma mi ricordo il primo giorno di scuola, quando mi hai accompagnato, portato in classe dicendomi “quello è il tuo banco fai il bravo vengo a prenderti più tardi”

Mamma ricordo le corse per tutta la casa quando cercavi di sculacciarmi e io ridevo come un matto perché non riuscivi a prendermi.

Mamma mi ricordo che allora volavano le ciabatte e anche lì non mi prendevi (mamme di altri tempi, che spettacolo!)

Mamma mi ricordo quando, io giocatore, mi preparavi la borsa del calcio con tutti gli indumenti lavati, stirati e le scarpe lucidate.

Mamma mi ricordo i tuoi pianti quando sono partito per la leva militare. Sembrava stessi andando al fronte.

Mamma ho tantissimi altri bei ricordi di te di una vita passata insieme.



Si ora ho solo ricordi, mamma riposa in pace.

Tuo Figlio

giovedì 26 giugno 2014

Villa Borromeo d'Adda ad Arcore

La Villa Borromeo d'Adda è un complesso di edifici circondato da un parco, risalenti al XVII-XVIII secolo, situato ad Arcore, aperto al pubblico e ospitante parzialmente (nella foresteria e nelle varie costruzioni all'entrata del parco) la sede del Comune.

Oggi versa in uno stato di degrado e alcuni di noi residenti abbiamo firmato tramite il sito del FAI "VOTA IL TUO LUOGO DEL CUORE" e fare in modo che vengano stanziati fondi per il suo recupero.

Puoi farlo anche tu firmando tramite il link che si apre cliccando sull'immagine della villa.

Villa Borromeo D'Adda
La Villa, fondata dalla famiglia milanese D'Adda, dopo le trasformazioni compiute nel corso del XIX secolo da Giovanni D'Adda ed Emanuele D'Adda, passò ai Borromeo. Si tratta, in realtà, di un complesso formato da due ville, una risalente a metà seicento e l'altra (la Montagnola) fondata dall'Abate Ferdinando D'Adda tra il 1750 e il 1760. Esiste poi un edificio anch'esso pregevole, le scuderie, costruite a fine Ottocento e recentemente restaurate dal Comune di Arcore, che è proprietario di tutto il complesso dal 1980.

Il parco, riprogettato dal Balzaretto a meta' ottocento (oggi comunale ed aperto al pubblico ogni giorno dell'anno) contiene numerose essenze esogene ed ha una estensione di circa 30 ettari su terreno ondulato. Il complesso ha una notevole attrattiva ed accoglienza al visitatore. Lo stile dell'edificio principale (da restaurare e che viene aperto al pubblico in Ville Aperte della Brianza in settembre) è eclettico con richiami a diverse ville più importanti. Un ruolo importante nell'estetica lo giocano le strutture in ferro battuto.

L'edificio più antico comprende la Cappella Vela, pregevole ambiente con sculture di Vincenzo Vela, costruita per custodire le spoglie di Maria dei marchesi Isimbardi (nata nel 1827), figlia di Don Pietro Isimbardi (1799-1878) e giovane sposa di Giovanni  D'Adda, Marchese di Pandino; scomparsa improvvisamente durante le festività natalizie del 1849 nella residenza degli Isimbardi in Muggiò. Ad oggi la Cappella Vela è mensilmente visitabile.

Durante il XX secolo  il complesso è stato in parte restaurato e adibito a sede del comune di Arcore.

Dal 2010, grazie alla proposta portata da Antonio Mansueto dell'Associazione Villadarcore a fine 2009, le scuderie sono sede distaccata del corso accademico di restauro dell'Accademia di Brera di Milano.

Nel 2011, infine, si è tenuta, in occasione del centocinquantesimo dell'Unità d'Italia, una battaglia storica tra l'esercito austriaco e quello sabaudo, con dispiego di divise, armi e vessilli attinenti al periodo risorgimentale. (fonte Wikipedia)

 

 

mercoledì 25 giugno 2014

Sono una Donna, sono una Persona

Donna

Oggi è il compleanno di mia figlia, ventisette anni fa nasceva la mia bambina.

Oggi è una Donna.

Le voglio regalare questo pensiero augurandole di sentirsi sempre adeguata dovunque sarà e qualunque cosa sceglierà di essere.
Sono una Donna e mi piace stirare le lenzuola con gli angoli, mi piace essere moglie, mi piace essere madre.

Mi piace essere una Donna che lavora, una Donna impegnata nel sociale, una Donna impegnata sul piano politico.

Quello che non mi piace é che ci siano altre donne e uomini che si arrogano il diritto di dirmi di essere giusta o sbagliata per come sono, per come vivo.

Sono una persona.

Buon compleanno Valeria, grande Donna.

martedì 17 giugno 2014

Piazza Duomo dovrebbe chiamarsi stalking

Era il 2013 da Gennaio a Marzo incessanti telefonate al mio cellulare. Dovrebbe chiamarsi stalking. Dovrebbe.

Stalking Questa fotografia che vedete è l’immagine di uno dei telefoni pubblici posti nel mezzanino alla fermata metropolitana di Piazza Duomo a Milano.

Quello che vedete scritto sopra intenzionalmente cancellato di alcune cifre, è il mio numero di cellulare. Stessa sorte è toccata alla mia amica Adriana. Se non fosse tragico sarebbe stato buffo. Erano scritti alternativamente sui telefoni del lato destro dell’edicola e sul lato Marelli.

Questi sono gli stessi telefoni da cui il nove febbraio dello scorso anno, nel pomeriggio, ho ricevuto tre telefonate della durata dai quattro ai diciotto secondi dove il chiamante non ha parlato. Un’altra telefonata della durata di quaranta secondi la ricevevo più tardi dal telefono posto al mezzanino, vicino ai tornelli, di Piazzale Lotto.

Adriana al tempo stesso con pochissimo di differenza riceveva le stesse telefonate.

C’è in giro qualcun* che credendosi spiritos* si diverte a compiere simili azioni.

Con buona probabilità è la stessa persona o comunque qualcuno vicino, che si diverte a dare il mio numero di cellulare e quello di Adriana nelle chat erotiche, di preferenza 77chat.com, facendo in modo che io e lei riceviamo telefonate per buona parte della notte, da uomini che ci chiedono prestazioni telefoniche. :)

E’ dal ventidue gennaio 2013 che questa storia va avanti e le telefonate sono state davvero tante. Mi hanno messo addosso tanta paura e tanta ansia anche perchè io in piazza Duomo ci lavoro

lunedì 16 giugno 2014

Stalking, storie di branco

Programmavo qui ,nell'altro mio blog, per il 31 gennaio 2014 un post nel quale parlavo di quanto mi stava accadendo.

Proprio quello stesso giorno ricevevo due telefonate e due messaggi intimidatori riferiti a mio marito e a mia figlia.

Una storia senza fine
Stalking retard.

Sembra il nome di un farmaco invece sono effetti collaterali: ginocchio gonfio, dolore, disagio lavorativo.

Ad agosto sono stata vittima di un incidente causato dalla mia disattenzione ingenerata dall’ansia e dalla paura per lo stalking che sto subendo dal 2012.

Da quando ho paura?

Da quando ho iniziato a ricevere telefonate a tutte le ore del giorno e della notte, da quando il mio numero di telefono è stato scritto sui telefoni pubblici e inserito nelle hot chat line.

Da quando è stata fatta pressione, verosimilmente, presso figure istituzionali della Pubblica Amministrazione presso la quale lavoro, per bloccare una serie di convegni sulla bigenitorialità,  promossi dalle associazioni che rappresento dopo il primo incontro tenutosi ad aprile dello scorso anno. Lo asserisco in quanto c’è chi si vanta di aver compiuto simili azioni come si può leggere qui in questo screenshot di una conversazione nella quale parlavo della mia attività.

 

stalking

Da quando sono stata minacciata come si vede in questo altro screenshot

simonafavanumerocivicopost

 

Tutto questo diventa insopportabile. Ovvio che hai paura. Ovvio che cammini per strada guadandoti attorno.

L* stalker è subdol*, ti insegue e non è necessario che lo faccia fisicamente, per toglierti la tranquillità. Per spingerti ad agire come vuole l*i. Per bloccare le tue iniziative e isolarti.

Si è portati, grazie anche alla spinta dei media, a considerare lo stalking come persecuzione verso un oggetto d’amore. Non è così. La persecuzione ha mille facce e lo stalking viene usato anche per altri fini come nel mio caso. Ingenerare paura.

A me è molto costato arriverò ad ottenere giustizia?

Perchè scrivo tutto questo? Perchè adesso basta, è ora di uscire dal silenzio e dal terrore.

 

Nuvole

IMG_0059


Se guardi


le nuvole in cielo


ci leggi


le storie del mondo.


Nuvole


che portano


seco


le voci,


i pensieri,


i sogni


di anime lontane.

lunedì 12 maggio 2014

Foto con madre

madreHo scattato una foto con mia madre, che poi ho postato qui su FB.
Li per li m'era sembrata una cosa abbastanza normale. Ma era quell'abbastanza a non convincermi. Cosi ho cercato di ricordare il giorno, il momento, l'occasione in cui mia madre ed io avessimo scattato una foto assieme. Noi due. Sono andata indietro con la memoria, lontano nel tempo, molto lontano, ma non sono riuscita a ricordare nulla.
Mentre stavo per addormentarmi, ho avvertito come una sensazione di panico, così mi sono diretta nello studio, dove tengo tutte le foto della mia vita , quelle che, anno dopo anno, mi hanno accompagnata da quando sono nata fino ad ora. Ho cercato a lungo e la sola foto che sono stata capace di trovare, mia e di mia madre, e' stata quella della mia prima comunione, il 18 maggio 1980. Ed ho pianto.
Ho pianto per tutte quelle foto mancanti, per tutte quelle foto non scattate per assenza, per fretta, per superficialità, per ribellione e per protesta.
Ho pianto per portarmi avanti...perché so che un giorno quelle foto mancanti faranno scendere molte più lacrime di quanto io ora non possa nemmeno lontanamente immaginare.

venerdì 25 aprile 2014

Cane

cane

Ora ditemi voi, che probabilità c'erano che il mio cane, stasera, salito in macchina con me per andare a prendere Giovi agli allenamenti, si chiudesse all'interno dell'autovettura, azionasse il pulsante della chiusura centralizzata, girasse la chiave ed accendesse il quadro? Andiamo su'...quante probabilità che un cane, potesse fare questo??? Nessuna!
A meno che il cane in questione non fosse il mio e, sopra ogni cosa, a meno che il cane in questione non fosse un Bulldog inglese!!!
Questa "ragazzata" del mio Whisky m'e' costata cara ...il vetro posteriore dell'auto aziendale andato in mille pezzi nel tentativo di spingerlo verso il basso, più un bel cazziatone lunedì quando tornerò al lavoro.

Buona festa della liberazione Whisky!!!

domenica 20 aprile 2014

Le donne arabe

donne arabeLe donne arabe sono silenziose. Mica chiassose come me.


Le ragazze libiche allo stand di fronte mi guardano spesso. Ogni volta in cui incrocio il loro sguardo mi sorridono.


Buh...magari é perché gli ho fatto fuori tutti i cioccolatini!!!
Hanno occhi grandi, belli e luminosi, sanno sorridere anche con gli occhi.


Sono eleganti, anche se apparentemente vestite tutte uguali, hanno un'eleganza innata, nelle movenze, negli sguardi... mi affascinano. Quando parlano tra loro sembrano quasi bisbigliare.


Non camminano mai da sole. Sono sempre minimo in due. Si tengono per mano. Anche se sono grandi.


Si scattano foto con i loro smartphones come ci scattavamo noi le foto con le polaroid, con quelle pose antiche, da quasi cartolina, però reali... mica i selfie moderni con tutte quelle bocche tirate in smorfie innaturali e inclinazioni da torcicollo.


Sembrano essere amiche, molto più di quanto non sembriamo esserlo noi.


Ma é nelle toillettes che va in scena la magia... entrano a piccoli gruppi, con movenze lente e delicate si tolgono il velo, si pettinano i capelli, poi si sistemano nuovamente il velo, sembra un rito... quasi una danza... io mi incanto a guardarle.

giovedì 17 aprile 2014

Madre e figlio - Dialogo

Dialogo





Dialogo tra madre e figlio




Sono in macchina con Giovi. Lo guardo. 


"Giovi sei un gran Figo!!! Tra un paio d'anni ci sarà la fila di ragazzine fuori dal cancello di casa che chiederanno di vederti."
Giovi mi sferra un pugno sul braccio.
"Basta mamma. Uffa. Ti piacerebbe se ti dicessi che fuori del cancello c'è una fila di uomini che chiedono di vederti?"
Mezzo nanosecondo di riflessione.
"Si Giovi! Anca massa!!!"