martedì 25 novembre 2014

P., G. e il medico investigatore

medicoMi chiama la mia amica P. e mi racconta che sabato suo marito G. si è sentito male.

E' svenuto in bagno e lo hanno soccorso lei e le loro bimbe.

La figlia più grande con un grande sangue freddo per la sua età va a prendere il telefono porgendolo alla madre le dice "mamma chiama il 118".

Arrivano i soccorsi e rianimano il marito, non appena si è un po' ripreso ed è in grado di parlare il medico gli chiede "mi dica, avete litigato vero?"

Suo marito lo guarda e dice "no, no". Passa un po' e il medico ripropone la sua domanda "su su me lo dica che avete litigato. Vero?" Il marito ancora intontito dallo svenimento gli replica un'altra volta di no.

Viene messo in barella, quando ad un certo punto il medico fa uscire tutti e dice "me lo vuole dire che avete avuto una discussione e avete litigato?" il marito che ormai si era un ripreso gli risponde "guardi di solito litighiamo tutti i giorni, ma oggi proprio no".

Uno strano triangolo quello tra P., G. e il medico investigatore


Abbiamo riflettuto insieme su questo episodio e non siamo riuscite a trovare una connessione tra quanto stava accadendo e quello che si cercava di far passare.

Non siamo riuscite a capire se il medico fosse stato istruito da poco in merito alla violenza familiaree voleva arrivare col suo primo caso da usare come un trofeo. Forse in questo caso avrebbe dovuto trovarci lei sul pavimento della doccia e non G..

Non siamo riuscite a capire.

Sta di fatto che il medico ha perso tempo a fare domande faziose dimenticandosi che G. era svenuto, che lui P. e le bimbe erano spaventati e avevano bisogno di attenzione e non di un interrogatorio.

Che dire tanti auguri a G. per la sua salute e se vi capita un medico tanto solerte fate attenzione.

(immagine da web)

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