domenica 29 marzo 2015

Ritratto

Ritratto di persona disturbata e disturbante

E voi, che le avete dato l'amicizia vi ritrovate con le bacheche sommerse di post.
In cima il suo nome all'interno il Tag col vostro nome.
Deve dimostrare di essere inserita nel sociale.
Già.
Poi piano piano comprendete che non è condivisione é ossessione.
Uno stalking.
Vi accorgete che l'interesse non è una causa comune, ma è per la sua causa e voi siete usati come strumenti. Tanto più siete in alto tanto più le siete utili.
Non siete voi, il vostro pensiero, la vostra idea é il potere che rappresentate quello che le interessa.
E soprattutto come sfruttarlo per proprio tornaconto.
S'insinua nei luoghi, nelle situazioni per gettare un seme per una battaglia che combatte nella sua testa dove quell'insieme di voci, alcune urlanti altre sussurranti, rimbombano in continuazione. Soprattutto quando è sola.
Le vedi, sono tutte dietro quegli occhi, dentro quel sorriso dispensato ai più.
Le senti, dentro quella risata che stride che parte senza un vero motivo. Forse in risposta a qualche voce.
Girovaga raccontando a tutti il suo mantra per convincerli a sposare la sua causa.
Prende di mira un soggetto, lo studia e poi parte. Dapprima adulandolo e poi tempestandolo di messaggi.
Guai a darle torto.
Non lo sopporta.
Vi ricatterà, vi minaccerà, userà il suo potere, quello che voi le avete ingenuamente accordato per colpirvi.
E quando voi vi accorgete sarà tardi. Vi avrà avviluppato nella sua rete di menzogne e azioni delittuose dalle quali è difficile tornare indietro.
Difficile, si.
Non impossibile.

(Ritratto di persona disturbata e disturbante) - e quante ce ne sono in giro.
Basta sedersi un attimo e osservare alla finestra, ma può essere una panchina al parco o la banchina della metropolitana o anche qui su Facebook

Ritrattoimmagine dal web

mercoledì 25 marzo 2015

Non fate silenzio per favore

Non fate silenzio, per favore

Ieri sera un uomo ha tentato un gesto dettato dalla disperazione. Forse lo aveva annunciato anche in un post su Facebook.

C'è da chiedersi come mai in un mondo in cui si parla solo di femminicidio si suicidino così tanti uomini. C'è da chiedersi perchè in un mondo in cui si parla solo di violenza sulle donne (solo quella degli uomini però!) siano gli uomini le persone più violentate in assoluto.

Un uomo tenta un gesto estremo, vuole che si sappia cosa sta accadendo, vuole che gli si riconosca la sua disperazione.

Ne ha il sacrosanto diritto, per la miseria.
Non fate silenzio, per favore

Si parla sempre di quella percentuale, l'85% dei figli affidato (meglio dire collocato, è più esatto e corrispondente al vero) alle madri.

Poverine. (?)

Già. Di quell'85% di uomini a cui i figli sono stati tolti non si fa menzione.
Tutti bastardi? Se lo meritavano?
Non è dato saperlo perchè vengono rinchiusi nell'oblio dei dimenticati.

E in un mondo di persone disperate, ci sono degli idioti che ancora pensano a fare la guerra uomo/donna.

Intanto gli uomini continueranno a subire trattamenti iniqui e i figli continueranno ad essere preda di individui senza scrupoli.
Quest'uomo merita un minuto di silenzio e di comprensione.

Per questo non metterò il link a nessun articolo perchè lui merita riservatezza e rispetto mentre il problema che ha voluto evidenziare merita una vera cassa di risonanza, merita che qualcuno si assuma la responsabilità di dire "il re è nudo".

Merita che qualcuno abbia il coraggio di dire come stanno davvero le cose nel mondo delle separazioni e dei divorzi.
Non fate silenzio, per favore

silenzio

venerdì 20 marzo 2015

Donna uomo e ruoli

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A seguito di questo articolo scritto da Annalisa Chirico penso che sia opportuno riproporre,  a voi che leggete il blog, questo mio post di qualche anno fa, che riporta i medesimi concetti.

Rilevo con piacere che, noi che la pensiamo in questo modo andiamo aumentando in consapevolezza.

 

 

 

pagina 15 di GENIODONNA “La donna dà l’assenso al ruolo di padre”
La rivoluzione degli anni Settanta ha portato ad un grande progresso, è innegabile, ma probabilmente ha dato origine ad una grande repressione del genere maschile; infatti se da una parte si è andati a liberare la donna dalla prevaricazione, dall’altra si sono confinati gli uomini e i figli in posizione di soccombenza.

Spessissimo si sente chiedere come mai i tribunali nei casi di separazione affidino in alta percentuale i figli alle madri; come mai quando una madre trasgredisce le disposizioni di una sentenza e un padre ricorre, solitamente tutto finisce in un’archiviazione?

Rarissimamente si va a sentenza contro una madre anche quando questa è palesemente “colpevole”.

Per i padri no, non è così.

Potremmo supporre che questa consuetudine affondi le radici in una cultura ancorata alla visione della procreazione strettamente legata all’immagine della madre, dimenticando che per dare origine ad un nuovo individuo è indispensabile l’apporto di entrambi i generi, maschile e femminile?

Sarebbe possibile ipotizzare che questa visione sia stata ulteriormente confermata dall’approvazione della legge 194/78, che fa della donna e della sua libertà di scelta nel mettere al mondo un figlio il punto cardine, mentre la considerazione della volontà del padre è assente?

Se nell’art. 5, si prevede la presenza del padre del concepito nel consultorio o nella struttura socio-sanitaria (commi 1 e 2 dell’art. 5 cit.) la legge, in aperta contraddizione con quanto sopra rilevato, condiziona la presenza e l’apporto del padre del concepito al consenso della donna.

Si dice espressamente che la partecipazione del padre è ammessa “ove la donna lo consenta”. È da rilevare, peraltro, che l’esclusione del padre del concepito viola l’uguaglianza dei genitori. Alla luce di queste considerazioni si può quindi asserire che il diritto alla paternità è fondamentalmente negato con palese contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione?

Sta di fatto, che comunque si voglia porre la questione la risposta è inequivocabile, i figli nascono se una donna decide di farli nascere; fintanto che gli uomini per essere padri dovranno transitare per l’utero femminile, non potranno vedere affermato il diritto alla paternità, per quanto bravi padri siano, e mai potremo noi sostenere e difendere il diritto alla bigenitorialità dei figli.

A meno che qualcosa cambi culturalmente, ed è quello che in molti auspichiamo e cioè il riconoscimento del valore educativo del padre e della madre per un figlio.

Mio contributo pubblicato a pagina 15 di GENIODONNA

martedì 17 marzo 2015

Nessuno ci vedrà

nessuno


Continuerò a camminare


a passi lenti


e quando


sarò arrivata alla meta


ti aspetterò



Raggiungimi sulla luna,

nessuno ci vedrà lì

il suo bagliore riflesso

nasconderà i nostri corpi.

Nessuno ci vedrà lì.

Saremo nascosti

agli occhi di un mondo

che non potrebbe capire.

Nessuno ci vedrà lì


saliremo sulla coda di una cometa


e andremo lontano tenendoci forte.


Nessuno ci vedrà lì.


Torneremo al nostro mondo


voltandoci le spalle


andremo ognuno


per la sua strada


Nessuno mai saprà


Oggi ci siamo detti addio


ognuno ha preso la propria strada


Ho pianto tutte le mie lacrime


Ho lavato la mia pelle


per eliminare


la sensazione delle tue mani


Ho rimosso il tuo viso


dai miei ricordi


Quando il tuo ricordo


tornerà nella mia mente


aspetterò che passi


come si aspetta


che passi un uragano.


Ho camminato sulla spiaggia


Lungo il bordo dell’onda


raccogliendo i pezzi alla deriva.


Ho perso i miei occhi oltre l’orizzonte.


Lunghe lacrime solcano il mio viso


e volando in cielo lo illuminano


come fossero stelle.


Nel cuore


resta la nostalgia della tua voce


delle tue mani, del tuo volto


che inconsciamente amavo


La vita


è una serie infinita di addii

lunedì 16 marzo 2015

Fate la nanna bambini - Chi comanda il mondo

bambiniFate la nanna bambini, verranno tempi migliori
Fate la nanna bambini e disegnate i colori
Chi comanda il mondo, c’è una dittatura, c’è una dittatura
Chi comanda il mondo, non puoi immaginare quanto fa paura
Chi comanda il mondo, oltre che il potere vuole il tuo dolore
e dovrai soffrire, e sarai costretto ad obbedire
Chi comanda il mondo, voglia di sapere, voglia di capire
Chi comanda il mondo, sotto questo cielo che ci può sentire
e chi ha creato il mondo, Torre di Babele, Torre di Babele
chi ha creato il mondo, messo sulla croce in Israele

C’è una dittatura di illusionisti finti
economisti equilibristi
terroristi padroni del mondo peggio dei nazisti
che hanno forgiato altrettanti tristi arrivisti stacanovisti
gli illusionisti, che ci hanno illuso con le parole libertà e democrazia
fino a portarci all’apatia
creando nella massa, una massa grassa di armi di divisione di massa
media, oggetti, nomi, colori, simboli
la pensiamo uguale ma siamo divisi noi singoli
dormiamo bene sotto le coperte
siamo servi di queste sorridenti mer*e

Fate la nanna bambini, verranno tempi migliori
Fate la nanna bambini e disegnate i colori
Fate la nanna che la mamma, vi cullerà sui suoi seni
Fate la nanna bambini volati nei cieli

Ma un giorno un bambino di questi si sveglierà
e l’uomo più forte del mondo diventerà
portando in alto l’amore

Chi comanda il mondo, c’è una dittatura, c’è una dittatura
Chi comanda il mondo, non puoi immaginare quanto fa paura
Chi comanda il mondo, Torre di Babele, Torre di Babele
chi ha creato il mondo, dice sempre che va tutto bene

La libertà e la lotta contro l’ingiustizia
non sono né di destra né di sinistra
la musica può arrivare nell’essenziale
dove non arrivano le parole da sole
gli illusionisti ci hanno incastrati firmando i trattati
da Maastricht a Lisbona
siamo tutti indignati perché questi trattati
annullano ogni costituzione

qui bisogna dare un bel colpo di scopa
e spazzare via ogni stato da quest’Europa
se ogni stato uscisse dall’Euro davvero
magari ogni debito andrebbe a zero
perché per tutti c’è un punto d’arrivo
nessuno lascerà questo mondo da vivo
vogliamo una terra sana, sana
meglio una moneta sovrana (che una moneta put*ana)

Fate la nanna bambini, verranno tempi migliori
Fate la nanna bambini e disegnate i colori
Fate la nanna che la mamma, vi cullerà sui suoi seni
Fate la nanna bambini volati nei cieli

Ma un giorno un bambino di questi si sveglierà
e l’uomo più forte del mondo diventerà
portando in alto l’amore

Chi comanda il mondo, c’è una dittatura, c’è una dittatura
Chi comanda il mondo, non puoi immaginare quanto fa paura
Chi comanda il mondo, oltre che il potere vuole il tuo dolore
e dovrai soffrire, e sarai costretto ad obbedire
Chi comanda il mondo, voglia di sapere, voglia di capire
Chi comanda il mondo, sotto questo cielo che ci può sentire
e chi ha creato il mondo, Torre di Babele, Torre di Babele
chi ha creato il mondo, messo sulla croce in Israele

Fate la nanna bambini volati nei cieli


Povia

domenica 15 marzo 2015

Oroscopo

oroscopoNell’accompagnare i ragazzi a scuola la mattina, percorriamo quei pochi chilometri ascoltando LatteMiele perché alle 7.42 c’è la rubrica dell’oroscopo e a Giovanni piace particolarmente.

Nella realtà non credo lui capisca gran che di quello che viene detto, il più delle volte non lo capisco nemmeno io, parlano per pseudo metafore ed il tutto va un po’ interpretato ma una cosa è certa, Giovanni è del Leone e al Leone ogni mattina viene prospettata una giornata migliore di quella dei Gemelli, segno di Edoardo, per cui Giovanni, della sua giornata migliore, se ne fa’ un vanto con il fratello maggiore.

Questa mattina l’oroscopo del Leone recitava qualcosa simile a “…serata che comincia un po’ in sordina ma poi tutta in salita con il partner…”.

Generalmente Giovanni non commenta il suo oroscopo, intuisce che sarà una giornata migliore di quella di suo fratello e per lui basta e avanza ma questa mattina, terminato di ascoltare il suo segno, innervosito, seduto sul sedile posteriore sbuffa:”…ora basta!!!Mi son stufato di sto partner! Tutte le mattine sto partner nella mia vita. Non conosco nessuno che si chiama partner io!!!”

sabato 14 marzo 2015

Anna, come tante di Ivana Sangalli

Anna come tante.

AnnaRingrazio Ivana Sangalli per aver condiviso questo suo vissuto che ha lasciato dentro noi che lo abbiamo letto tanta emozione. La ringrazio per avermi dato il permesso di ospitarla qui.

Oggi il mio blog è certamente più ricco.
Questa piccolo fatto mi è capitato ieri, ma ha segnato la giornata.

Chiamo il numero per le informazioni, si avvicina una signora, una come tante donne anziane, perfetta nel suo stile: i capelli bianchi tenuti in ordine dalla messa in piega, un cappotto color cammello che lascia intravedere la sciarpetta di lana ben sistemata sotto e con la vecchia classica borsetta al braccio. Come d’abitudine, senza nessuna cadenza mi rivolgo a lei “Buongiorno mi dica….“

E lei, piuttosto decisa mi chiede se posso indicarle dove si trova la sede dell’ AMSA.

Io ci sono stata qualche volta e sapendo che non si chiama piu’ cosi da tempo, sapendo i mutamenti che ci sono stati negli anni, resto un pò perplessa di fronte alla sua domanda.

La signora forse intuendo la mia indecisione nel risponderle si affretta a darmi una spiegazione.

- Devo andare a cercare mio marito che non torna più da due anni, lui fa l’autista lì e magari i suoi colleghi mi sanno dire dov’è, così lo porto a casa, perché magari si è perso!


Era tutto un po' strano, la signora sicuramente deve avere quasi o più di ottant’anni ed è quindi impossibile che il marito lavori ancora.

Mentre parliamo ci guardiamo negli occhi. Ha uno sguardo chiaro e dolce come la sua voce pacata, anche se gli occhi azzuri sono velati dall’ombra dello smarrimento. A volte lo riconosco ancora, nonostante siano otto anni che non mi occupo piu' di anziani.

Con voce piu’ confidenziale inizio a chiacchierare con lei; ho bisogno di sapere chi è e dove vive. Si ricorda il suo nome e cognome ma non quanti anni ha né dove vive. Ok il mi basta quello che sa. Guardo in anagrafe, dove riesco a vedere la via e il numero dove abita, e che è vedova. Da quindici anni.

Anna, vive a Caderna, forse è arrivata qui a piedi, non si ricorda… ha in mente solo un volto e lo vuole riportare a casa. Erano sposati dal ’55 e questa data la ricorda bene.
Anna, io non ti diro’ che tuo marito non c’è piu, perché tanto lui è fissato li, dentro quello che resta della tua memoria che tu confondi con la realtà, sarebbe una cattiveria, inutile a farti rinsavire. Sarebbe ridarti un dolore nuovo, che ti è gia' toccato vivere.

Devo solo riportarti a casa.

Allora le chiedo se con suo marito hanno avuto dei figli.

- oh si, abbiamo una figlia, vive a Villasanta.

-E come si chiama?

- chi? - mi chiede lei.

- Sua figlia signora a Anna.

- Ma io non ho figli! - Mi risponde convinta.

“ Forse è meglio chiamare i Vigili“ penso.

Lei ritorna a chiedermi della sede dell’AMSA

- Anna. forse non è una bella idea andarlo a cercare al lavoro, anche perché se guida l’autobus sarà per strada tutto il giorno. Non è meglio che lo aspetta a casa ?

- lei dice che è meglio?- Mi chiede con fiducia.

Dio Santo com’è bella questa donna che se ne va in giro cercando la sua vita tutta rinchiusa in una immagine sola.

Che ha fermato il tempo per sempre e il mio, mentre parlo con lei.

Intanto una signora che ha appena finito una pratica ad uno degli sportelli, nell’ andarsene la riconosce.

- Anna! Cosa ci fa qui?

- Vi conoscete  - Chiedo io con entusiasmo.

- Si si abitiamo vicine da tanti anni! -

Anna la guarda (i suoi occhi parlano per lei), sembra che dica “Io ti conosco, ma non mi ricordo chi sei“.

La signora la invita a tornare a casa insieme. E’ una buona vicina di casa, ce ne fossero di piu’ intorno a noi e Anna accetta più che volentieri.

Mi guarda e mi fa: -Allora lo aspetto a casa vero ? - E se ne va con la sua amica che senza farsi notare mi lancia un occhiata di complicità.

Ed io nella mente l’ho stretta forte a me. Ed un pensiero è andato a sua figlia che son certa Anna ama tanto, anche se la riconosce a sprazzi.

(Ivana Sangalli)

giovedì 12 marzo 2015

Figli

La mia amica e i suoi figli

 

Giovi mi parla.


Sto spazzando per terra, sgranocchiando crackers, facendo attenzione a non fare briciole.


"Si però mamma...ascoltami..."


"Giovi ti ascolto! Guarda che sono una donna.


Posso fare molte cose contemporaneamente.


Le donne possono fare questo, voi uomini no! Voi solo una cosa alla volta, quando va bene! È scritto nel DNA, mica è colpa vostra!"


Giovi "...fiuuuuu!!! Che fortuna c'ho avuto a nascere uomo!!!"



°°°



"Mamma, quanto si sente quando non ci sei... e come si vede!!!"
"Edo, tesoro...quanto sei dolce!"
"Cos'hai capito? C'ho tutte le calze rosa! Mi sa che Nico sbaglia qualcosa!!!"



°°°



Finalmente a casa!
"Sei stanca mamma?"
"Si Giovi, ma ora sono a casa e ho tutto quello che mi serve, anche e soprattutto tutto quello che mi serve per non sentirmi stanca!"
"Ho capito mamma, ti faccio un panino con la Nutella?"



°°°



Mondi - diario di un impiegato #4

mondiEsemplare ed illuminante il contrasto antropologico, due mondi cosi' apparentemente vicini ma in realtà distanti, per certi aspetti.

Parlo della differente umanità che popola l'isola, quartiere di Milano, appena a nord della stazione Garibaldi, via Borsieri in particolare.

E' un laboratorio, un miscuglio di razze, estremamente variegato, una differenziazione etnica impressionante.

Ti passano vicino bianchi di tutte le origini, ne puoi riconoscere l'origine in parte dall'aspetto fisico, le espressioni sono variegate, spesso troppo seri, ognuno si porta con sé il suo vissuto etno-culturale, che sia albanese, mediterraneo o lombardo; poi i neri , alti e magri, ben slanciati e rilassati mentre quelli più piccoli e "tracagnotti", con la testa piccola e rotonda denunciano la loro origine equatoriale e sono più timorosi e meno amichevoli dei primi.

I magrebini fanno gruppo solo tra loro e non sono facilmente catalogabili.

I cinesi con le loro teste sproporzionate, tendenzialmente inespressivi e sempre in movimento. Mai visto un cinese seduto al bar che beve dell'alcool guardando con insistenza un punto fisso nello spazio, come se pensasse a qualcosa.

Molti misti, molti tatuati, molti vestiti in modo non ortodosso, anche molta sciatteria. Molto movimento, tutto in divenire, il tempo passa veloce perche' tutto il mondo e' concentrato in questa via.

Un attimo e sono pero' in stazione Garibaldi, due attimi, il tempo di leggere il display vicino a via Pepe e sono sul treno, insieme ad altri come me, uguali a me.

Pendolari.

E hanno tutti la stessa faccia, si vestono allo stesso modo, i visi spesso corrucciati, i volti concentrati, scolpiti in modo geometrico, lineamenti marcati, espressioni spesso prepotentemente brianzoli, prevedibili e standard. I
l tempo scorre lento e tutti si richiudono nei loro pensieri.

Due mondi vicini ma cosi' lontani..

 

RIKI

(E mi chiedono ..” ma per arrivare li’ vicino a dove lavori tu, che strada devi fare? che vie devi percorrere? io mi confondo, faccio fatica a ricordarmi i nomi delle strade, e’ dura ricordarmi i negozi dove sono, le banche, gli edifici di riferimento. Io quando cammino guardo solo il cielo sopra di me e le persone.)

martedì 10 marzo 2015

La meraviglia

La meraviglia


Ho molti difetti e pochi pregi.

Potrei mettermi a contarli, i difetti, in fila, uno per uno, oppure potrei riempirci il salvadanaio fatto a maialino che tengo in cucina.

Ogni tanto, dal buco di sotto, tirarne fuori qualcuno, e poi rimetterlo dentro, e magari tirarne fuori un altro, quello che decide la sorte.

Si. Quasi quasi faccio così.

Poi però ho lei, il mio pregio più pregiato, quel pregio che se lo racconti ti guardano strano, la capacità di meravigliarsi.

Si.

Io ancora mi meraviglio. Di tante cose.

E mi meraviglio della gente che non si meraviglia.

E penso, meglio i miei mille e più difetti che l'incapacità di meravigliarsi.

 

 

 

meraviglia
immagine da web