venerdì 21 marzo 2014

Gioia

Gioia

 

Parlando di gioia e tristezza un giorno mi chiesero
è tanto che non dipingi più, come mai?

io risposi
Si è vero è davvero molto tempo, dipingo soprattutto quando sono triste.

Quando sono felice VIVO!

 

John Lennon

Il mitico John Lennon disse

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“Quando avevo 5 anni mia madre mi ripeteva che la felicità è la chiave della vita.

Quando andai a scuola
mi domandarono come volessi essere da grande.

Io scrissi “felice”.

Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita."

Mi piace e mi calza questa affermazione.

John Lennon con i testi delle sue canzoni fu un grande precursore.

Rispecchiarsi... nelle sue parole del testo di "IMAGINE" ancora oggi
Immagina non esista paradiso

È facile se provi

Nessun inferno sotto noi

Sopra solo cielo

Immagina che tutta la gente

Viva solo per l’oggi

Immagina non ci siano nazioni

Non è difficile da fare

Niente per cui uccidere e morire

E nessuna religione

Immagina tutta la gente

Che vive in pace

Puoi dire che sono un sognatore

Ma non sono il solo

Spero che ti unirai a noi anche tu un giorno

E il mondo vivrà in armonia

Immagina un mondo senza la proprietà

Mi chiedo se ci riesci

Senza bisogno di avidità o fame

Una fratellanza tra gli uomini

Immagina tutta le gente

Che condivide il mondo

Puoi dire che sono un sognatore

Ma non sono il solo

Spero che ti unirai a noi anche tu un giorno

E il mondo vivrà in armonia

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giovedì 20 marzo 2014

Primavera

Oggi è un giorno speciale, ed è  anche l'inizio della Primavera, una stagione tra le quattro che meno mi entusiasma eppure sono nata in primavera, è una stagione piena di colori e profumi. La stagione in cui si inizia a scoprirsi e il sole inizia a scaldare coi suoi raggi. La stagione che scalda i cuori.

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mercoledì 19 marzo 2014

Festa del Papà

PapàCaro papà, sono passati quattordici anni eppure mi sveglio ancora con quella sensazione di vuoto incolmabile.

Quattordici lunghi anni da quella mattina in cui con una telefonata mi hanno avvisato che tu non eri più qui.


Io ero lontano, cercavo di capire che cosa avrei dovuto fare della mia vita e tu concludevi la tua nel letto di un ospedale.


Se penso alle cose che mi hai dato pur senza consapevolezza, non posso fare altro che dirti “Grazie Papà”.


Ricordo di te tutte le cose che mi hai insegnato senza “insegnarmi” nulla, ma permettendomi di starti vicino e di osservare quello che facevi e io come tutti i bambini ho assorbito il tuo sapere.


Ciò che sono lo devo alla mamma, ciò che so lo devo a te.


Vorrei che fossi qui per condividere con te i pensieri, gli hobby, i sogni. Forse non capiresti o forse si, purtroppo non lo saprò mai.


Ricordo quando alla nascita dei miei figli ti ho visto piangere di gioia, tu che ti eri sempre vergognato di esprimere i tuoi sentimenti.


Da quando vivo qui, in casa vostra, mi capita di entrare in casa e con lo sguardo cercarti sulla tua poltrona, ma poi mi rendo conto che lì non ti vedrò più.


Allo stesso tempo quando vado al cimitero non sento la tua presenza.


Allora mi rendo conto sei dentro di me, nel mio pensiero, nelle mie azioni, nel mio modo di vivere.


Come ogni anno riscrivo questa poesia che mi servì a salutarti allora e come allora rinnovo il mio saluto a te che hai contribuito a darmi la vita.




Papà ciao 
Nella profondità del cielo
si è persa la tua anima.
Riposa nel sole
che splende ogni mattina
il suo calore è il calore di un tuo abbraccio
spesso agognato e così poco ricevuto
Fluttua tra le stelle
che brillano nella notte
mi raggiunge con un raggio della luna
Mentre ti abbraccio in un ultimo saluto
ascolto il silenzio che ti avvolge ora.
Mi parla di Pace di Amore
di una Serenità
finalmente raggiunta nella Morte
che ti ha colto
come un purpureo fiore d’autunno.
Tace il rimorso
per le parole non dette
e il rimpianto
per le parole non ascoltate
… Alcuni parlano la lingua del Silenzio


giovedì 13 marzo 2014

Il mio papà

papà


Caro papà


sono passati


quattordici anni


eppure


mi sveglio ancora


con quella sensazione


di vuoto


incolmabile.


Eri con me


stanotte?

mercoledì 12 marzo 2014

Welfare

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Rientro la sera alle sette dopo una giornata di lavoro.

La cena da preparare.

Nel frattempo a volte si stende la biancheria, a volte si carica la lavatrice.

Alle otto torna il marito, si cena.

Quindi è il turno della lavastoviglie, si sparecchia la tavola e si lascia che lei, per fortuna, pensi a lavare le stoviglie.

Nel frattempo si chiacchiera di come è andata la giornata, si fanno progetti.....


Ci si siede accantosul divano, e si decide che programma guardare.

Ci si collega a internet per verificare la posta che non capisci come mai si accumula in una giornata in modo impressionanterispondi agli amici, organizzi incontri declini inviti.

Un'occhio ai social e  scopri che ci son persone che postano a tutte le ore, che vanno in giro tutti i giorni, che viaggiano, beate loro. Magari qualcuna la conosci,qualcun'altra no, e guardandone il profilo ti dici... per fortuna!  ...

Senza fraintendere: non è che queste persone io le invidi, ma proprio per niente.

La mia vita mi piace: una bella famiglia allargata, un lavoro che mi fa sentire realizzata e che a tratti mi diverte; tanti amici e tanti progetti. E' un altro l'aspetto che mi fa pensare.


Se sono sempre in giro quando lavorano? E se non lavorano di cosa vivono? Con che denari viaggiano?


Penso che chiunque di noi si ponga questa domanda. Infattiquando si parla con amici che più o meno hanno vite impegnate come la mia, questo è un quesito ricorrente.

In un’Italia dove si invoca il Welfare per le famiglie vien da chiedersi se le risorse siano davvero ben distribuite oppure se vengano indiscriminatamente concesse a chi potrebbe piuttosto reperirle con unoccupazione lavorativa che non si cimenta a trovare perché così è più comodo. Mi chiedo: come si valuta la capacità lavorativa di un soggetto, chi la valuta?

Il primo articolo della Costituzione recita "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.", mi vien da dire - ecco si fondata sul lavoro, certoma non solo sul mio!

La direzione imboccata è una china. Si chiede di investire in occupazione e non in sostentamento. Se l'impegno degli Amministratori verso l'occupazione lavorativa non si fa più presente e costante, si arriverà ad ammettere una nuova voce occupazionale, quella del sussidiato.


 

 

martedì 4 marzo 2014

Maledetto Amore Mio di Pierfrancesco Majorino

Maledetto Amore mio 


Un suicidio. Un segreto. Un amore lontano. 


E la verità che arriva solo alla fine, 


inaspettata e sconvolgente.


Venerdì scorso ho assistito alla presentazione del libro Maledetto Amore Mio, di Pierfrancesco Majorino, ne ho acquistata una copia e come sempre mi accade l'ho letta di un fiato.


Durante la presentazione Pierfrancesco che riveste il ruolo di ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI E SERVIZI PER LA SALUTE nel Comune di Milano, ha risposto ad una domanda che gli è stata posta in merito alle ultime parole del romanzo "tra le dita", tre parole che ricorrono anche nella parte iniziale del libro.


Mi ha colpito in modo particolare nella sua risposta una definizione "tra le dita... spioncino, porta d'accesso...".


Ha poi continuato con questa frase che mi è rimasta impressa perché mi rispecchia "Quando scrivo non penso, non programmo, scrivo di getto. Scrivo per immagini".


Brevi flash da altri interventi "La marginalità della categoria degli ultimi... Le vite trascurabili che chiedono e pretendono di essere narrate... romanzo sociale, ma che non segue la via del romanzo sociale... romanzo dell'eterogeneità... spaccato di società frammentata...pluralismo della città..." Innumerevoli spunti di riflessione.


Tra le dita, come dall'obbiettivo di una macchina fotografica. I capitoli come lampi, flash di una macchina fotografia che s'illumina per catturare la luce, un attimo di vita da imprimere in una fotografia.


Le fotografie che ricorrono in tutto il libro, le immagini nella mente dello scrittore che le traduce in parole per restituirle al lettore che immagina, visualizza, leggendole.


Un album di immagini, questo libro, dove si raccontano tante vite e una sola.


 Maledetto Amore Mio di Pierfrancesco Majorino.       majorino5