giovedì 26 febbraio 2015

Diario di un impiegato #3

DiarioDiario di un impiegato #3


Stamane.
Si sale sul treno , troppa gente, un buco libero, mi ci infilo a fatica perche’ i tre ragazzotti non capiscono che io devo sedermi e allora devo istruire il bambascione di fronte a me, mezzo dormiente.

Incastro perfetto delle sue lunghe leve con le mie gambe da uomo che pur sfiora i 180 cm..

Leggo un libro, tradizionale, quelli fatti con la carta. Houellebeck non e’ semplice da leggere, un po’ spinto su certi particolari non propriamente casti, ma avvince.

Arrivo a porta Garibaldi, e come tutte le mattina di fronte a me che aspetto di scendere c’e’ il TGV Milan-Turin-Lyon-Paris, fermo al binario.

E il pensiero va sempre li’, questa volta lo prendo, faccio la cazzata e sparisco una giornata, passo le alpi e scendo verso le pianura di Gallia, colonizzate dai miei avi celti, arrivo nella capitale transalpina, bevo un caffe’ e rientro in serata.

No, non ce la faccio, sarebbe troppo opprimente rientrare in fretta e furia col pensiero di lasciare subito Parigi per rientrare a Milano.

La goduria del viaggio d’andata non compensa l’opprimente tristezza di quello di ritorno in questo Paese che non ho mai amato.


E poi chi reclamera’ la mia assenza? Se ne accorgera’ solo chi e’ in FB?

Scendo dal treno, piazzale Lagosta ha subito la potatura degli alberi e sembra molto piu’ aperta, quasi solare anche se il cielo e’ in buona parte grigio sopra la piazza, mentre piu’ avanti il marocchino si sposta e mi lascia transitare sul marciapiedi.

Di fronte al loro consolato c’e’ ne e’ un bordello, ma sono rispettosi, non fanno casino e si spostano con delicatezza per farti passare quando sono tanti.

Pochi metri e loro due sempre li’, figlio con gli occhi persi e madre preoccupata. Quando li osservo o stanno fumando o hanno le mani intasca per cercare sigarette e fiammiferi o hanno le sigarette in mano pronte per essere accese.

Vedere gli occhi di lei fa pensare che esiste gente che si lamenta per un cazzo.


E adesso il cielo e’ meta’ grigio e meta’ azzurro, come tranciato di netto da una spada immaginaria ma io ora sto vedendo solo la parte azzurra.

Stamane.

RIKI

(E mi chiedono ..” ma per arrivare li’ vicino a dove lavori tu, che strada devi fare? che vie devi percorrere? io mi confondo, faccio fatica a ricordarmi i nomi delle strade, e’ dura ricordarmi i negozi dove sono, le banche, gli edifici di riferimento. Io quando cammino guardo solo il cielo sopra di me e le persone.)

gli altri racconti qui e qui



 

mercoledì 18 febbraio 2015

Unicef, Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia

Oggi mentre ero in ufficio mi segnalano questo articolo …E voi che mandate soldi all’Unicef…. Quindi quando finisco di lavorare spinta dalla curiosità apro il link e lo leggo.

Rimango sorpresa, molto sorpresa dall'apprendere che il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia abbia avuto una svista tanto eclatante.

Si, perché spero che sia una svista e non il frutto di un pensiero.

Decido che ne voglio scrivere, poca cosa...

Sono una persona curiosa e come San Tommaso, voglio verificare. Mi dico sempre che per avere un quadro completo occorre conoscere in modo approfondito. Parto alla ricerca su internet di tutto quello che riesco a trovare sull'argomento e quello che trovo aumenta il mio sconcerto.

Dall'opuscolo sul sito di Unicef "I Diritti dei Bambini in parole semplici" ARTICOLO 9
"Non devi venire separato dai tuoi genitori, a meno che non sia per il tuo bene. Per esempio, i tuoi genitori potrebbero farti del male o non prendersi cura di te. Inoltre, se i tuoi genitori decidono di vivere separati, dovrai vivere con uno solo di essi, ma hai il diritto di poter contattare facilmente l’altro."

 

unicef

 

Vedo sul loro sito che l'opuscolo è del 2001, antecedente alla legge 54/2006.

Leggo anche che in molti hanno segnalato, in seguito, per dar loro il modo di modificare l'articolo 9. Oggi l'opuscolo è ancora lì su loro sito senza alcuna modifica.

Mi chiedo il perché.

E' davvero un caso di disinformazione?

Passato pressochè in silenzio.

Trovo altri link che rimandano ad esempio al sito del Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza che rimanda a sua volta alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (versione completa).

Scorro il documento e arrivo all'articolo 9 comma 1 e trovo queste parole
1. Gli Stati parti vigilano affinché il fanciullo non sia separato dai suoi genitori contro la loro volontà a meno che le autorità competenti non decidano, sotto riserva di revisione giudiziaria e conformemente con le leggi di procedura applicabili, che questa separazione è necessaria nell’interesse preminente del fanciullo. Una decisione in questo senso può essere necessaria in taluni casi particolari, ad esempio quando i genitori maltrattano o trascurano il fanciullo oppure se vivono separati ed una decisione debba essere presa riguardo al luogo di residenza del fanciullo.

Quindi, stando a quanto scritto qui una separazione decreta che un "fanciullo" perda automaticamente uno dei suoi diritti, queelo di vivere con entrambi i genitori.

Mi chiedo perché.

Tema controverso, questo.

Azioni da intraprendere? Una petizione online affichè Unicef apporti le modifiche.

Qualcuno ha qualche altra idea?